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ASSEMBLEE: istruzioni per l’uso

SCUOLA: PROTESTE A TORINO, DOCENTE SUL TETTO

Chi ha avuto il piacere di partecipare a un’assemblea d’istituto per la presentazione delle liste sa che è una delle più stimolanti di tutto l’anno, perché si assiste a un vero dibattito fra studenti che sostengono con convinzione le proprie idee.

Purtroppo non sempre si riesce a ottenere altrettanti risultati soddisfacenti nelle assemblee che seguono, molti dicono a causa del disinteresse da parte degli studenti. Ma mi domando, e invito i lettori a fare lo stesso, è davvero questa la ragione? Trovo che sia una motivazione troppo superficiale, non si può essere indifferenti ai così tanti stimoli cui siamo sottoposti. Credo invece che ci sia qualcosa di più dietro. Credo che ai giovani sia riservato così poco spazio per dire la propria nella vita di tutti i giorni. Non sempre a casa si discute di temi di attualità, forse neanche con gli amici, tanto meno a scuola, che così passa per essere un edificio in cui si studia solo per prendere voti positivi per passare l’anno. Invece no. La scuola è molto più di questo, e se c’è un’occasione per capirlo, questa è l’assemblea.

Così è nata questa lista di consigli pratici (sia per partecipanti che per relatori), che spero possa aiutare chi vuole “imparare” a dire la sua, ma anche chi delle idee vere e proprie ancora non ce le ha

 

Partecipanti

  • Non siete a un’interrogazione: potete dire davvero la vostra! Siate aperti a quello che dicono gli altri e arricchitevi: potreste cominciare a formarvi delle opinioni personali.
  • Leggete il giorno prima più cose che potete sull’argomento che vi interessa di più. Non dovete arrivare per forza all’assemblea con delle risposte, ma anche solo con delle domande.
  • Se siete timidi scegliete un amico con cui stare. Durante il dibattito potreste scoprire qualcosa di nuovo su di lui.
  • Cogliete le occasioni come la lettura in classe del giornale (se la fate) per informarvi e discutere.
  • Relatori
  • Siate stimolanti: non improvvisate troppo, tenete a mente uno schema preciso cercando allo stesso tempo di seguire il verso della discussione
  • Siate rassicuranti: magari nel vostro gruppo si nasconde un Cicerone con molto da dire ma poco coraggio per farlo!
  • Prendete esempio dai vostri professori preferiti, non sono lì solo per insegnare la loro materia

Forse seguendo questi consigli potrete dare un senso a quello che nel 1974 è diventato un diritto che permette agli studenti di riunirsi per discutere di temi diversi. Infatti questa opportunità non c’è stata da sempre e, forse, non per sempre ci sarà. Diamogli significato “allenandoci” per diventare persone attivamente partecipi nelle scelte del nostro futuro.

 Kate

Author: omniablog

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